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Cherasco Medaglia d'Argento al Valore Civile

Dal 2005 ha l'onore di essere stata insignita della medaglia d’argento al Valore Civile. È stata ufficialmente consegnata dal Prefetto di Cuneo, quale rappresentante del Ministro dell’Interno, nelle mani del sindaco Pier Luigi Ghigo e del Comm. Gian Carlo Ciberti, colui che in tutti questi anni ha seguito l’iter per l’assegnazione.

La motivazione è la seguente: “La Comunità cheraschese, sconvolta dalle feroci rappresaglie dell’occupante nazifascista, offrendo uomini alle formazioni partigiane, partecipava con eroico coraggio e indomito spirito patriottico alla guerra di Liberazione, sopportando la perdita di un numero elevato dei suoi figli migliori. Luminoso esempio di profonda fede nei valori della libertà e della democrazia”.

La Città di Cherasco ha infatti dato un largo contributo durante i venti mesi alla lotta di Liberazione in termini di vite umane, annoverando purtroppo ben 42 caduti per la causa, di cui 24 partigiani, 5 partigiani “alleati” e 13 vittime civili e deportati.

In qualità di Città decorata di Medaglia al Valore Civile, Cherasco prenderà parte il 2 giugno alla Cerimonia pubblica celebrativa dell’Anniversario della Repubblica, che si svolgerà a Cuneo in piazza Galimberti alle ore 10.30.

Domenica 12 giugno 2005 le Autorità cittadine comunicheranno ufficialmente l’onoreficenza ai cheraschesi con un Consiglio Comunale aperto alla popolazione, che si svolgerà nella Sala del Consiglio di Palazzo Comunale alle ore 10.30.

Si riportano di seguito, brevemente, i fatti più salienti che hanno visto coinvolti i cheraschesi nel periodo compreso tra l’8 settembre 43 e l’aprile 45.

A Cherasco, dopo l’8 settembre 1943, i militari “sbandati”, i giovani di leva ed altri del luogo davano inizio alla “Prima Banda del Tenente Pippo” (Tenente Dulcimele Vito di Napoli), dimostrando che si voleva e poteva fare qualcosa per scuotersi dal giogo fascista e riconquistare la libertà. Ed è verso la fine di novembre 1943 che i Tedeschi, avuta notizia che in Cherasco si stava organizzando una formazione partigiana, all’alba, effettuarono un rastrellamento nel Paese, seguendo alcuni arresti, tra cui il tenente Pippo, e disperdendo quel gruppo che si stava formando. I giovani della zona vennero quindi indirizzati in Val Casotto, culla di partigiani, da Carlo Andriano (di Roreto di Cherasco), sottufficiale reduce dalla Russia, uno dei primi sostenitori della Resistenza in Città; di questo periodo sono i primi caduti, Giovanni Rinaldi, Giovanni Biffo, Mario Scotti. I mesi che seguirono allo sbandamento di Val Casotto (13-18 marzo 1944) segnano per Cherasco un “ritorno alle origini” con le squadre partigiane che animano la zona, da quella di “Ricci” reduce da Val Casotto, agli arruolamenti di “Gancia” per la 103^ Brigata Amendola, a quelli di “Della Rocca” per la futura 12^ Divisione Bra. Parte da Cherasco l’azione del 23 luglio 1944, presso il “Molino di Verduno”, azione che metterà nelle mani partigiane 15 tedeschi, tre camions e parecchio materiale.

L’interruzione del Ponte sul Tanaro, compiuta personalmente da Icilio Ronchi Della Rocca, e l’uccisione del giovane Mario Boriano da parte dei fascisti, sono l’inizio dei più gravi fatti del 28 agosto 1944, conseguenti il rastrellamento di Cherasco nella Piana e in Frazione San Bartolomeo e di La Morra, dove vennero fucilati in un sol giorno 35 vittime e Cherasco fu la città che subì le più gravi perdite (12 partigiani e 2 civili). A questi fatti segue una permamenza dei tedeschi in Cherasco, funestata da altrettanti gravi fatti. Il 4 ottobre vengono arrestate a Meane Marietta Foà ved. Segre (deceduta il 29/3/45) e la figlia Mirella Segre (deceduta il 4/1/45) deportate, così come Lorenzo Bernocco (morto in Germania il 21/6/44); il 21/10/44 Ottavio Ferrarretto viene fucilato presso il cimitero di Cherasco, come ostaggio preso da un gruppo di civili fermati dai tedeschi.

Dai primi di novembre fino al 23 dicembre 1944 si insedia a Cherasco il “Distaccamento partigiano” di Ettore (Leonida Battagliotti) e la Città viene considerata “libera e di pieno possesso partigiano”.

Ai primi di gennaio 1945 si stabilisce in Cherasco il gruppo fascista R.A.U. e in molte azioni contro questo caddero diversi cheraschesi; prima di andarsene, 3 mesi dopo, l’ultimo drappello fascista uccide la tredicenne Vittorina Marengo, colpevole di uscire da scuola col fazzoletto azzurro al collo fermatasi a raccogliere violette lungo la strada.

Il 15 marzo del 1945 a Meane tornano i partigiani di Ettore, si costituisce la 46^ Brigata della 12^ Bra con lo scopo in primo luogo di occupare Cherasco, che, tra le primissime città del Piemonte, viene liberata il 20 marzo 1945. Si insedia anche la squadra garibaldina di “Gimmj il francese”.

La memoria è la linfa della nostra storia; attraverso il ricordo della Resistenza e degli episodi più significativi avvenuti in Cherasco.

Il merito onorifico ottenuto deve avere carattere memoriale per testimoniare e trasmettere ai giovani e a tutta la Comunità il senso dei valori di democrazia e libertà per cui i nostri padri hanno dato la vita.

L’intestazione della Città, i cartelli stradali, i documenti ufficiali amministrativi avranno ora la dicitura “Città decorata con medaglia d’argento al valore civile”.

 

Dal sito del quirinale: www.quirinale.it