Presentazione in grande stile per la mostra “Nel segno dei Savoia. Cherasco Fortezza Savoia mostra conferenza stampaDiplomatica” che si terrà dal 3 settembre a Palazzo Salmatoris; martedì scorso, al circolo della Stampa di Torino, l’anticipo della suggestiva esposizione che ci sarà nella Città delle Paci.

«La mostra – ha spiegato la curatrice Daniela Biancolini – è una celebrazione del forte legame che per molti decenni si è instaurato tra la dinastia sabauda e la Città di Cherasco. Diversi elementi, come la posizione geografica, il tessuto viario, le chiese e i sontuosi palazzi nobiliari, le confraternite, le canalizzazioni e le grandi mura di difesa, hanno permesso a Cherasco di essere protagonista e testimone di grandi momenti della storia, accompagnando le vicende di oltre mezzo millennio di una delle più longeve dinastie d’Europa, i Savoia. All’interno delle sue mura e nello spazio raffinato dei suoi palazzi, la città ha ospitato molti personaggi importanti fra cui sovrani, diplomatici e avventurieri avvolti nel mistero. La narrazione storica della mostra parte dal 1563, anno in cui la capitale del Ducato di Savoia fu trasferita al di qua delle Alpi ad opera di Emanuele Filiberto e si chiude con gli eventi che accompagnarono il trasferimento della capitale da Torino prima a Firenze, poi a Roma».

 

L'esposizione è promossa dall’associazione “Cherasco 1631” e realizzata dalla Città di Cheasco. A descrivere l’affascinante percorso espositivo è stato Giovanni Fornaca, responsabile degli allestimenti: «La mostra occupa il pian terreno e il primo piano di Palazzo Salmatoris estendendosi su una superficie di circa 340 metri quadrati. Nelle dodici sale si susseguono, in un percorso cronologico dinastico, tutti i sovrani sabaudi a partire da Emanuele Filiberto. Ad accogliere il visitatore in ogni sala i ritratti dei sovrani e delle rispettive consorti che aprono sulla storia della città e del territorio. Al centro della mostra il momento della firma del Trattato di Pace del 1631 con l’esposizione dell’originale custodito nell’Archivio di Stato di Torino. Grande rilevanza è data al passaggio della Sacra Sindone che trovò rifugio nella Sala del Silenzio. Il sacro telo arrivò a Cherasco al seguito dei Savoia che fuggivano all’assedio di Torino nel 1706. Saranno esposti i rotoli originali sui quali era avvolta la Sindone. Il percorso prosegue con le sale dedicate a Vittorio Amedeo III, alla firma del Trattato del 1796 con Napoleone Bonaparte. Seguono una sala dedicata alla Restaurazione e, al primo piano, una dedicata a Carlo Alberto e all’apparto della famiglie nobili alla causa risorgimentale. Il percorso si conclude con la sala dedicata al Regno d’Italia con documenti sul controllo del Canale Sarmassa e fotografie e lettere che testimoniano la presenza dei sovrani sul territorio».

 


Saranno oltre settanta le opere in esposizione, trenta ritratti della dinastia sabauda, una copertura di 400 anni circa di storia. A far da corona alla mostra le proposte del Theatrum Sabaudie di Torino che guideranno il visitatore calandolo di volta in volta nelle varie epoche e conoscere da vicino alcuni personaggi come Giuseppe Silvestro Vayra, il primo bersagliere al servizio del generale La Marmora oppure si potrà assistere ad una chiacchierata con il cardinale Mazzarino in una primavera del lontano 1631.

 

Main sponsor della mostra è la Banca di Cherasco. Commenta il presidente Claudio Olivero: «Molte sono le ragioni del nostro sostegno a questa mostra. Innanzitutto il luogo in cui la mostra prende forma, il Palazzo Salmatoris, un riconosciuto luogo di cultura caro ai cheraschesi e non solo, al cui restauro la Bcc aveva già mostrato il suo interessamento concreto con un contributo economico. In secondo luogo teniamo a sottolineare il nostro impegno a favore di manifestazioni culturali di livello legate in modo forte al territorio cheraschese».

 

Sponsor dell’evento anche la Reala Mutua e Caffè Revello.
Passo dopo passo, attraverso la mostra, si ripercorreranno vicende storiche che hanno cambiato le sorti del Paese, ma anche eventi più territoriali che hanno segnato il futuro di Cherasco. Non mancheranno gli immancabili tocchi di colore di Flavio Russo (“non uno storico ma un narratore di storie” come ama definirsi) che rendono ancora più avvincente ed emozionante il percorso.

 

«L'Amministrazione - ha detto il sindaco Claudio Bogetti - ha accettato con viva attenzione la proposta di una mostra dal titolo certamente inconsueto, ma capace di attirare un immediato interesse. È importante per tutti i cheraschesi riappropriarsi della loro storia e questa mostra aggiunge un tassello che ancora mancava. Un tassello di alta qualità, frutto di impegnativi studi e ricerche. Il luogo che ospiterà la mostra, palazzo Salmatoris, le cui sale sono state da cornice a grandi eventi del passato, ha visto un imponente lavoro di restyling lo scorso anno che ha portato lo storico edificio al suo antico splendore».

 

 

Cherasco, 8 luglio 2016

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