Il Premio «Cherasco Storia» è stato fondato nel 1997 ed è giunto alla sua quattordidicesima Keith Loweedizione. Alla giuria parteciparono dall’inizio personalità legate alla città da vincoli familiari o affettivi, fra i quali ricordiamo la scrittrice Gina Lagorio e il giurista Giorgio Lombardi, poi negli anni si sono succeduti docenti universitari e docenti delle medie superiori della provincia di Cuneo, insieme a rappresentanti della Città.


Il premio è caratterizzato da una specifica attenzione alla forma della comunicazione scientifica della storia, dall’antichità all’epoca contemporanea. Non è riservato dunque a opere di divulgazione, ma a libri che aggiungano alla novità dei contenuti e al rigore della trattazione una chiarezza espositiva che li renda immediatamente accessibili al pubblico colto e specialmente a quello degli studenti, ai quali ogni anno l’opera premiata viene fornita come base per uno studio che si conclude con una discussione diretta con l’autore stesso.

 

Ha vinto la XIV edizione del Premio nazionale “Cherasco Storia” lo scrittore KEITH LOWE con il volume “Il continente selvaggio. L’Europa alla fine della seconda guerra mondiale”, editori Laterza.

Il Premio Nazionale “Cherasco Storia – Fondazione De Benedetti Cherasco 1547 per meriti nella divulgazione storica” è stato assegnato ad ALDO CAZZULLO.

 

Il continente selvaggio. L’Europa alla fine della seconda guerra mondiale

La seconda guerra mondiale lascia un'Europa nel caos. Un continente devastato, città intere rase al suolo, più di 35 milioni di morti. Ma la distruzione non è solo fisica: è anche sociale, politica, morale. Legge e ordine sono praticamente inesistenti. Istituzioni per noi oggi scontate, come governo e polizia, sono sparite o disperatamente compromesse. Non ci sono scuole né giornali. Non ci sono trasporti, né possibilità di comunicare. Non ci sono banche, ma tanto il denaro non ha più alcun valore. Non ci sono negozi, perché nessuno ha alcunché da vendere. Non c'è cibo. Non sembra essere nemmeno chiaro ciò che è giusto e ciò che è sbagliato. Non c'è vergogna. Non c'è moralità. C'è solo sopravvivenza. "Il continente selvaggio" racconta per la prima volta il lato oscuro e sconosciuto di quegli anni. È il ritratto di un'Europa dura, sconvolgente.
Il volume è diviso in quattro parti. La prima, dedicata all'eredità della guerra con il suo carico di distruzione fisica e morale, descrive con lucidità il paesaggio di un continente devastato dalla scomparsa di popoli interi, caratterizzato da una fame che sarebbe oggi inconcepibile associare all'Europa, da spostamenti forzosi e violenti di milioni di persone in uno scenario di caos totale, in cui città rase al suolo e infrastrutture devastate hanno riportato la condizione umana ai tempi più bui del Medioevo.
La seconda parte del libro si occupa delle forme di vendetta, è un primo studio generale sul ruolo che la vendetta giocò all'indomani della guerra, colmando un vero e proprio vuoto storiografico. Dalla questione della sorte dei prigionieri di guerra germanici allo sfruttamento schiavistico delle minoranze tedesche in Polonia, Cecoslovacchia, a quello delle epurazioni nei confronti dei collaborazionisti: ogni singolo aspetto della vendetta sui vinti è preso in considerazione e indagato con scrupoloso rigore, compresi i temi scomodi delle violenze degli ex internati ebrei e dei deportati nei confronti dei propri carcerieri e della popolazione tedesca più in generale, oltre a quello, particolarmente odioso, della vendetta su donne colpevoli di avere "fraternizzato" con gli occupanti e sui bambini frutto di quelle unioni.
La terza parte considera la gigantesca questione della pulizia etnica che, iniziata da Hitler nei confronti degli ebrei, venne poi proseguita da polacchi, cechi, magiari, romeni trasformando l'Europa centro-orientale in qualcosa di radicalmente diverso da quel caleidoscopio etnico e religioso che era sempre stata.
L'ultima parte, infine, è dedicata alla lotta per fare dell'esito della II guerra mondiale la piattaforma per la diffusione della rivoluzione in tutta Europa, contrassegnata dalle scelte democratico-parlamentari delle dirigenze comuniste in Italia e Francia, dalla tremenda guerra civile greca, dall'assoggettamento al potere comunista di tutti i Paesi occupati dall'Armata Rossa e dall'eroica resistenza opposta per oltre un lustro dalle forze partigiane in Ucraina e nei Paesi Baltici.

 

ALDO CAZZULLO
DI Alba del 1966. Entra a La Stampa come praticante nel 1988. Nel 1998 si trasferisce a Aldo CazzulloRoma. Nel 2003, dopo quindici anni a La Stampa, passa al Corriere della Sera, dove ora è inviato speciale ed editorialista. Ha due figli, Francesco e Rossana.
Ha raccontato i principali avvenimenti italiani e internazionali degli ultimi vent'anni: la morte di Mitterrand e quella di lady Diana, i Giochi olimpici di Atene, di Pechino e Londra, le reazioni del mondo arabo agli attentati dell'11 settembre 2001, i fatti del G8 di Genova, gli omicidi di Massimo D'Antona e di Marco Biagi, la morte di Papa Wojtyla, l'elezione di Benedetto XVI e quella di Papa Francesco, le elezioni di Cameron, Bush e Obama, Zapatero e Rajoy, Sarkozy e Hollande, Erdogan e Abu Mazen, la vittoria dell'Italia ai Mondiali di calcio del 2006 e le spedizioni in Giappone (2002), Sud Africa (2010) e Brasile (2014).
Ha intervistato Bill Gates e Steven Spielberg, Keith Richards e Jacques Le Goff, Don De Lillo e Daniel Day Lewis, oltre ai protagonisti della vita pubblica italiana.
Ha dedicato oltre dieci libri alla storia e all'identità italiana, in chiave critica - "Outlet Italia" (2007), "L'Italia de noantri" (2009) -, e in difesa della storia e delle potenzialità del nostro Paese: sia "Viva l'Italia!" (2010) sia "Basta piangere!" (2013) hanno superato le centomila copie; "La guerra dei nostri nonni" le duecentomila. Ha vinto il premio Estense nel 2006 per I grandi vecchi e, tra gli altri, i premi Fregene, Hemingway, Cinqueterre, il Premio Nazionale Anpi "Benedetto Fabrizi", il premio letterario "la Tore isola d'Elba" per il romanzo La mia anima è ovunque tu sia (70 mila copie, pubblicato in Germania da Beck). Con il libro L'Italia s'è ridesta. Viaggio nel Paese che resiste e rinasce ha vinto il premio Giovanni Spadolini 2013, con "Basta piangere!" il premio Maria Grazia Cutuli, con "La guerra dei nostri nonni" il premio Biagio Agnes. Ha vinto il Premio Buone Notizie 2013, consegnato a Caserta nel gennaio dello stesso anno.

 

Nelle precedenti edizioni il Premio «Cherasco Storia» è stato assegnato a:
1997: Eric J.Hobsbawm, Il secolo breve, Rizzoli, 1995
2002: Alessandro Barbero, Carlo Magno, Laterza, 2002
2003: Nicola Labanca, Oltremare, il Mulino, 2002
2005: Maria Teresa Giusti, I prigionieri italiani in Russia, il Mulino, 2003
2006: Roberto Vivarelli, I caratteri dell’età contemporanea, il Mulino, 2005
2007: Oleg Chlevnjuk, La storia del Gulag. Dalla collettivizzazione al grande terrore, Einaudi, 2006.
Silvio Pons, Berlinguer e la fine del comunismo, Einaudi, 2006
2008: Karol Modzelewski, L’Europa dei Barbari. Le culture tribali di fronte alla cultura romano-cristiana, Edizioni Bollati Boringhieri, 2008
2009: Chiara Frugoni, L’affare migliore di Enrico.Giotto e la cappella Scrovegni, Einaudi 2008.
2010: Piero Brunello, Storie di anarchici e di spie. Polizia e politica nell’Italia liberale, Donzelli 2009.
2011: Giusto Traina, La resa di Roma, 9 giugno 53 a.C., Battaglia a Carre, Laterza 2010.
2012: Jean Claude Maire Vigueur, L’altra Roma. Una storia dei romani all’epoca dei comuni (secoli XII – XIV) Einaudi 2011
2013: Gabriele Turi, Schiavi di un mondo libero: storia dell’emancipazione dall’età moderna a oggi, Roma-Bari, GLF editori Laterza, 2012.
2014: William V. Harris Due Son Le Porte Dei Sogni. L’esperienza Onirica Nel Mondo Antico, GLF editori Laterza, 2013.

 

La Giuria


Gianni PERONA (Presidente), Professore ordinario di Storia contemporanea, Università degli Studi di Torino;
Alessandro BARBERO, Professore ordinario di Storia medievale, Università del Piemonte Orientale;
Sergio BARBERO, Consigliere delegato alla Cultura Città di Cherasco;
Paolo BULGARINI, Docente di Storia e Filosofia - Liceo di Bra;
Sergio CARLETTO, Docente di Storia e Filosofia - Liceo di Cuneo;
Silvia CAVICCHIOLI, Ricercatrice di Storia contemporanea, Università degli Studi di Torino;
Rinaldo COMBA, Professore ordinario di Storia medievale all’Università di Milano;
Giovannella CRESCI, Professore ordinario di Storia romana, Università Ca’ Foscari di Venezia;
Claudia DE BENEDETTI, Consigliere Fondazione De Benedetti Cherasco 1547 (onlus);
Francesco BENIGNO, Professore ordinario di Storia moderna presso l'Università di Teramo;
Giuseppe FARINETTI, Docente di Storia e Filosofia - Liceo di Alba;
Emanuele FORZINETTI, rappresentante dell’ACAS (Associazione Culturale Antonella Salvatico) e del Centro Internazionale di Ricerca sui Beni Culturali che ha sede a La Morra (Cn);
Giovanni LEVI, Professore ordinario di Storia moderna, Università Ca’ Foscari di Venezia;
Alberto LUSSO (Segretario), Docente di Storia e Filosofia - Liceo di Bra;
Giusto TRAINA, Professore ordinario di Storia romana, Université Paris IV: Paris-Sorbonne;
Stuart J. WOOLF, Professore ordinario di Storia contemporanea, Università Ca’ Foscari di Venezia.

 

La cerimonia di conferimento si svolgerà a Cherasco sabato 30 maggio 2015, presso il Teatro Salomone, alle ore 15.00, alla presenza dei due personaggi famosi.
Al mattino, alle ore 9.00, il vincitore incontrerà gli studenti e gli insegnanti sempre al Teatro Salomone.

 

 

Cherasco, 6 maggio 2015

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